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Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute et canoscenza

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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Ettore (del 07/09/2008 @ 01:05:10, in Internet e nuove tecnologie, linkato 177 volte)

Google Chrome

Questa qui sopra è la schermata del mio Blog che si ottiene utilizzando Chrome, il nuovo browser lanciato da Google.

Ho aspettato qualche giorno ma alla fine non ho retto alla curiosità di provare questo nuovo browser che, in soli 4 giorni, ha superato, per numero di utilizzatori, il browser Opera.

Devo confessare che io sono un affezionato utente di Internet Explorer, ma ho sempre provato gli altri browser per vedere cosa proponevano.

Per ora, al primo utilizzo, due annotazioni: secondo me è molto elegante come grafica e come stile, però non è compatibile con tutti quei siti che usano tecnologie ormai molto diffuse e che con Internet Explorer si possono usare alla grande. Anche questo post sono costretto a scriverlo con Internet Explorer perché Chrome non supporta la piattaforma che utilizzo per gestire ed editare il blog.

La prima impressione è, comunque, positiva e invito tutti a "fare un giro" con Chrome!

 
Di Ettore (del 02/02/2007 @ 22:52:21, in Internet e nuove tecnologie, linkato 278 volte)

Nonostante sia un vecchio fan delle "Finestre" e sia in trepida attesa di provare il nuovo Windows Vista, pubblico questa vignetta che mi ha fatto sorridere.

 

 

 
Di Ettore (del 21/01/2007 @ 02:56:33, in Internet e nuove tecnologie, linkato 302 volte)

file sharing

La terza sezione penale della Suprema Corte di Cassazione ha assolto due giovani che erano stati condannati a tre mesi e dieci giorni di reclusione dalla Corte d'Appello di Torino per violazione della legge sul diritto d'autore.

I due condannati avevano sviluppato una rete peer-to-peer, con server installato nel pc di un'associazione studentesa del Politecnico di Torino, accedendo alla quale, dopo essersi autenticati con una password, si potevano condividere file di ogni tipo compresi film e musica protetti da copyright.

Secondo i giudici torinesi gli autori di questo sistema  erano colpevoli di aver violato gli articoli 171 bis e 171 ter della legge sul diritto d'autore (n. 633/41) che punisce chi, «a scopo di lucro», diffonde o duplica file e contenuti multimediali protetti da copyright. 

Ma l'attività dei due imputati - spiega la  Corte nella sentenza n.149 depositata lo scorso 9 gennaio non aveva alcun «fine di lucro».
«I giudici di merito, si dice nelle motivazioni della sentenza, hanno erroneamente attribuito all'imputato una attività di duplicazione dei programmi e di opere dell'ingegno protette dal diritto d'autore, poiché la duplicazione in effetti avveniva ad opera dei soggetti che si collegavano con il sito Ftp e da esso, in piena autonomia, prelevavano i file e nello stesso ne scaricavano altri. Doveva essere esclusa l'esistenza del fine di lucro da parte degli imputati potendosi ravvisare una mera attività di scambio».

Un bell'1-0 per il file sharing.

Ovviamente i soloni della Siae e della FIMI (associazione dei discografici italiani) si sono scagliati contro questa sentenza e hanno voluto precisare che si riferisce ad un episodio accaduto prima dell'entrata in vigore della famigerata Legge Urbani del 2004.

In questo hanno ragione ma sicuramente non si potrà non tenere conto di quanto detto dalla Cassazione in futuri processi di questo tipo, in applicazione della Legge Urbani, se ve ne saranno.

Una cosa è la condivisione e una cosa è la pirateria. Poi pensando all'Italia degli indulti e delle depenalizzazioni in ogni campo, questo accanirsi col file sharing fa senza dubbio riflettere.

 
Di Ettore (del 05/01/2007 @ 05:34:27, in Internet e nuove tecnologie, linkato 350 volte)

Il Logo di Google

Ancora una volta gli amici di Google, diventato ormai il precursore di tutto ciò che è legato ad Internet, tentano di stupirci.

Questa volta introducendo un nuovo sistema per selezionare i candidati da inserire in azienda.

La notizia è riportata dal New York Times.

Google ritiene che i metodi classici di ricerca del personale, che lei stessa ha utilizzato fin d'ora, valutazione dei curricula, interviste, vari tipi di test psico-attitudinali, non siano più sufficienti a garantire la selezione delle professionalità più adatte ad un'azienda della New Economy del suo calibro. Si tenga poi conto che Google riceve ogni mese circa 100.000 nuovi curricula.

Finora ci si è basati sui risultati accademici e su altri tipi di test quantitativi.

Google, da ora, cambia pagina.

Dopo aver intervistato una buona fetta dei suoi dipendenti attuali, quelli con almeno cinque mesi di esperienza in Google, ponendo domandi su vari aspetti: dai sociali, ai comportamentali, fino a chiedere quanti e quali animali di compagnia vivessero con loro. I risultati sono stati analizzati da psicologi ed esperti in selezione del personale per scoprire quali risposte a queste domande denotassero i lavoratori che avevano realizzato di più in azienda, che avessero buone prospettive, che fossero, insomma, dei Google-workers eccellenti.

Ne è nato un questionario che, da ora, verrà sottoposto a tutti i candidati per un posto in Google. I matematici di Google hanno elaborato delle formule che, in base alle risposte date, assegnano un punteggio da 1 a 100 ai futuri lavoratori. Ovviamente quelli con il punteggio più alto avranno maggiori possibilità di entrare in azienda.

Laszlo Bock , vicepresidente per le risorse umane di Google, afferma che ovviamente tali risultati non verranno presi come Vangelo ma che saranno senz'altro utili per selezionare in maniera più accurata e innovativa le risorse necessarie all'azienda.

Tenendo conto che l'azienda prevede di assumere 10.000 persone in tutto il mondo quest'anno, che si andranno ad aggiungere ai 10.000 attualmente già in Google, non resta, per gli interessati, che prepararsi a rispondere a questo test.

 

 
Di Ettore (del 27/12/2006 @ 03:36:52, in Internet e nuove tecnologie, linkato 287 volte)

Foto della copertina di Time del 25 Dicembre 2006

Molti di voi già lo sapranno.

Quest'anno la rivista Time ha scelto come Persona dell'anno tutti noi.

Già proprio tutti noi che utilizziamo in maniera proattiva la rete internet. Non solo accediamo alla rete per cercare informazioni ma le creiamo, le condividiamo e le diffondiamo con tutti i più disparati mezzi che Internet ci sta mettendo a disposizione.

Si va dai sempre più diffusi Blog a servizi come YouTube, Flickr, Podcast ecc... Insomma tutto quello che sta mettendoci a disposizione il Web 2.0.

Questo fa si che si possano avere informazioni accurate e da svariati punti di vista. Un'informazione che, in questo modo, risulta più interessante e meno a senso unico di quella imposta dai media ufficiali.

Stiamo contribuendo alla nascita di una vera democrazia digitale.

Per questo ci meritiamo questo riconoscimento da parte di Time Magazine.

Congratulazioni a tutti noi!!!

YOU are Person of the Year 2006 !!!

Per leggere in dettaglio andate sul sito di Time.

 
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